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Tempio dei Lama (Yonghe Gong)

Tempio dei Lama, Yonghe Gong, Pechino

Nel cuore del distretto di Dongcheng, tra vicoli antichi, giardini e hutong tradizionali, sorge uno dei luoghi più spirituali e affascinanti della capitale cinese: il Tempio dei Lama di Pechino, conosciuto anche come Yonghe Gong o Palazzo Yonghe.
Questo complesso, ancora oggi abitato dai monaci, rappresenta il più importante monastero buddista tibetano fuori dal Tibet ed è una delle attrazioni più visitate di Pechino.

Lontano dal frastuono dei grandi viali e dalle luci dei grattacieli, il Tempio dei Lama è una vera e propria oasi di pace nel cuore di Pechino, dove l’aroma dell’incenso accompagna il silenzio delle preghiere e il tempo sembra scorrere più lentamente.

Visitandolo, scoprirai una parte autentica e profonda dell’anima cinese, un luogo che racconta l’essenza del buddhismo tibetano e il suo legame con la storia imperiale. Che tu stia pianificando cosa vedere a Pechino in 3 giorni o organizzando un viaggio più lungo, il Tempio dei Lama è una tappa imprescindibile per comprendere davvero la spiritualità e la cultura della capitale.

Tempio dei Lama Pechino: dove si trova

Il Tempio dei Lama (Yonghe Gong o Yonghe temple) si trova nel distretto di Dongcheng, nella parte nord-orientale del centro di Pechino, in No. 12 Yonghegong Street. È facilmente raggiungibile grazie alla stazione della metropolitana Yonghegong Lama Temple, servita dalle linee 2 e 5, che portano direttamente all’ingresso.

Situato in una zona ricca di storia, il tempio è circondato da altre attrazioni: le Torri del Tamburo e della Campana si trovano a circa 2 km, il Lago Houhai a 2,6 km, la Collina del Carbone (Jingshan Park) a 3,1 km, il Parco Beihai a 3,5 km e la Città Proibita a circa 3,9 km.

All’interno del complesso si cammina molto, quindi è consigliabile indossare scarpe comode. L’area è circondata da natura e spazi di sosta, perfetti per concedersi una pausa prima di proseguire la visita.

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Tempio dei Lama Pechino: storia

La storia dello Yonghe Gong affonda le sue radici nella dinastia Qing. Fu costruito nel 1694 per ordine dell’imperatore Kangxi come residenza per suo figlio, il principe Yong, che in seguito salì al trono con il nome di imperatore Yongzheng.

Nel 1722, una parte della residenza venne trasformata in monastero per monaci lamaisti. Alla morte di Yongzheng, suo figlio, l’imperatore Qianlong, ne decretò la completa conversione in tempio buddista tibetano nel 1744, donandolo ufficialmente ai monaci lama. Questo gesto politico e religioso consolidava i rapporti tra la corte imperiale e le popolazioni tibetane e mongole, tradizionalmente legate al buddhismo lamaista.

L’architettura del tempio riflette questa fusione culturale: le strutture sono in stile cinese, ma le decorazioni, le iscrizioni e gli oggetti sacri presentano forti influenze tibetane e mongole. Le iscrizioni sono redatte in quattro lingue: cinese, mongolo, tibetano e mancese.

Per secoli, lo Yonghe Gong è stato il più grande e influente monastero lamaista di Pechino. Ancora oggi è un luogo di culto attivo, abitato dai monaci e frequentato quotidianamente dai fedeli. È anche un importante punto di riferimento culturale e spirituale per le comunità buddiste provenienti da tutta la Cina.

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Tempio dei Lama Pechino: cosa vedere

Il Tempio dei Lama di Pechino è molto più di un semplice luogo di culto: è un insieme armonioso di arte, spiritualità e simbolismo, un viaggio nella storia religiosa e culturale della Cina imperiale. L’intero complesso si sviluppa lungo un asse principale, articolato in cinque ampi cortili che si susseguono in un crescendo di sacralità e bellezza. Su di essi si affacciano sale, padiglioni e pagode riccamente decorati, dove ogni dettaglio – dai tetti dorati ai portali intagliati, dai draghi dipinti alle lanterne rosse – racconta una storia di devozione e potere.

La visita inizia dalla Sala degli Imperatori Celesti (Yonghemen Hall), imponente ingresso monumentale al complesso. Qui ti accolgono le statue dei Quattro Re Celesti, i guardiani dei punti cardinali, simboli di protezione e forza spirituale. Con i loro sguardi severi e i colori intensi, introducono il visitatore a un mondo sospeso tra fede e arte sacra.

Oltrepassata la soglia, si giunge alla Sala dei Protettori Celesti, dove regna la presenza maestosa di Buddha Maitreya, il Buddha del futuro, raffigurato seduto e circondato da offerte di fiori e bastoncini d’incenso. L’aria qui è densa di profumo e spiritualità: si percepisce la devozione autentica dei fedeli che si fermano in preghiera o meditazione.

Proseguendo lungo l’asse centrale si incontra la Sala dell’Armonia Eterna (Yonghedian), considerata il cuore spirituale del tempio. Al suo interno, la statua del Buddha Shakyamuni troneggia circondata da dipinti murali che narrano episodi della sua vita e insegnamenti. I soffitti, decorati con motivi tibetani e simboli buddhisti, riflettono la luce dorata delle lampade votive, creando un’atmosfera sospesa e mistica.

La Sala della Ruota della Legge (Falundian) è dedicata alla recitazione dei testi sacri e alla meditazione. Qui si trova una grande ruota della preghiera in bronzo, finemente incisa con mantra e iscrizioni tibetane. Al centro della sala si erge la statua di Tsongkapa, il venerato fondatore della scuola dei “Berretti Gialli”, simbolo della purezza dottrinale e della ricerca spirituale che ancora oggi guida la comunità monastica.

Il percorso culmina con il Padiglione delle Diecimila Gioie (Wanfuge), il più maestoso e spettacolare del complesso. Questo edificio custodisce una delle più grandi statue lignee del mondo: il Buddha Maitreya, alto 18 metri (di cui 8 sotterranei), scolpito interamente da un unico tronco di legno di sandalo bianco. Si tratta di un dono del VII Dalai Lama all’imperatore Qianlong, simbolo dell’alleanza tra Tibet e Cina e della profonda unione tra spiritualità e potere imperiale. La maestosità della statua e la luce dorata che filtra dalle finestre del padiglione creano una visione che lascia senza parole.

Nei cortili che collegano le varie sale si trovano grandi bracieri di bronzo e diffusori d’incenso, dove i fedeli accendono centinaia di bastoncini profumati. Il fumo che si alza lentamente verso il cielo, il suono sommesso delle preghiere e il luccichio dei tetti dorati compongono un quadro di rara armonia.

Passeggiare tra i cortili del Tempio dei Lama significa compiere un viaggio sensoriale e spirituale: il profumo dell’incenso, il silenzio interrotto solo dai canti dei monaci e la bellezza delle architetture trasmettono un senso profondo di pace, devozione e contemplazione. È uno di quei luoghi in cui il tempo sembra fermarsi, permettendo di percepire, ancora oggi, la forza viva del buddismo tibetano nel cuore di Pechino.

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Pechino, Tempio dei Lama: come comportarsi

Visitare il Tempio dei Lama di Pechino non significa solo ammirare un capolavoro architettonico, ma anche entrare in uno spazio sacro dove spiritualità e rispetto convivono. Per questo motivo, è importante adottare un comportamento adeguato durante tutta la visita.

Indossa abiti sobri e discreti, evitando capi troppo corti o scollati, e mantieni sempre un tono di voce basso: il silenzio è parte integrante dell’esperienza. Non toccare le statue, gli altari o gli oggetti sacri, poiché sono oggetto di venerazione da parte dei fedeli.

In alcune sale le fotografie non sono consentite, e il divieto è chiaramente indicato da cartelli in più lingue: rispettarlo contribuisce a preservare l’atmosfera di raccoglimento del tempio. Prima di entrare in una sala, è buona norma inclinare leggermente il capo in segno di rispetto e assicurarsi che il telefono sia spento o in modalità silenziosa.

Comportarsi con attenzione e discrezione permette di vivere appieno l’essenza del luogo, condividendo per un momento la pace e la spiritualità che lo rendono unico.

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Tempio dei Lama Pechino: orari

Quali sono gli orari di apertura del Tempio dei Lama? Il Tempio dei Lama di Pechino è aperto tutto l’anno, ma gli orari variano a seconda della stagione.
Da aprile a ottobre, l’orario di visita è dalle 9:00 alle 17:00.
Da novembre a marzo, l’orario si riduce leggermente: dalle 9:00 alle 16:30.

È consigliabile arrivare al mattino, per evitare la folla e godere della visita con maggiore tranquillità. L’ultimo ingresso è consentito circa 30 minuti prima della chiusura.

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Tempio dei Lama Pechino: biglietti

Puoi acquistare il biglietto d’ingresso per il Tempio dei Lama di Pechino direttamente alla biglietteria all’ingresso oppure online, attraverso piattaforme turistiche affidabili e sicure che ti permettono di prenotare in anticipo la visita e scegliere l’orario più comodo.

Il costo del biglietto è di 25 yuan (circa 3–4 euro) e include l’accesso a tutti i cortili, sale e padiglioni principali del complesso. L’ingresso è gratuito per i bambini sotto i 6 anni o con altezza inferiore a 1,2 metri.

Durante i periodi di alta stagione e in occasione del Capodanno lunare, il flusso di visitatori può essere molto intenso: per questo motivo è consigliato acquistare i biglietti online in anticipo — potrai così evitare lunghe code e assicurarti l’ingresso nel giorno desiderato.

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Tempio dei Lama Pechino: come arrivare

Il modo più semplice per raggiungere il Tempio dei Lama di Pechino è la metropolitana, il mezzo più pratico per muoversi a Pechino. Basta prendere la linea 2 o la linea 5 e scendere alla stazione Yonghegong Lama Temple, uscita F: l’ingresso principale si trova a pochi minuti a piedi.

Chi preferisce l’autobus può scegliere le linee 13, 116, 117 o 84, che fermano direttamente alla stazione Yonghegong, oppure le linee 18, 44, 75, 130, 142 e 200, con fermata a Yonghegong Qiao Dong.

In alternativa, si può arrivare in taxi: è sufficiente mostrare all’autista il nome del tempio in caratteri cinesi, 雍和宮 (Yonghegong). Porta sempre con te l’indirizzo scritto o salvato sul telefono, poiché molti autisti non parlano inglese.

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